L’Istituto Clinico Quarenghi celebra 60 anni nella riabilitazione: nuovi ambulatori, telemedicina e l’inaugurazione a Bergamo

Nel 2026 l’Istituto Clinico Quarenghi di San Pellegrino Terme festeggia un altro importante traguardo: dopo il centenario della fondazione, celebrato nel 2025, quest’anno raggiunge i 60 anni di specializzazione nel campo della riabilitazione.

Era il 1966 quando l’allora unico presidio ospedaliero della Valle Brembana, presieduto da Valentino Quarenghi, medico internista, figlio dei fondatori Francesco Merino Quarenghi ed Eugenia Feriani, apre il reparto di riabilitazione neuromotoria: una scelta che lo colloca tra i primi centri in Italia dedicati, in modo strutturato, al recupero dei disturbi del movimento. L’indirizzo verso la nuova attività nasce dall’intuizione del fratello Angiolino Quarenghi, medico chirurgo e specialista in medicina dello sport, già al fianco della Grande Inter di Herrera, di Felice Gimondi e di Giacomo Agostini. Dopo esperienze formative all’estero, in particolare negli Stati Uniti dove prendevano avvio i primi programmi dedicati al recupero funzionale dei veterani di guerra, rientra in Italia e propone un modello di cura innovativo che orienta in modo decisivo lo sviluppo clinico della struttura verso una nuova specializzazione: la riabilitazione. 

Una visione che trova accoglienza e pieno sostegno all’interno della famiglia Quarenghi e che si realizza grazie alle competenze e al contributo di tutti i fratelli impegnati nella gestione della clinica: Egidio Quarenghi, consigliere delegato per quarant’anni e responsabile dell’area amministrativa; Maria Clara Quarenghi, pittrice e oggi presidente onorario; Bruno Quarenghi, per quasi mezzo secolo direttore tecnico della struttura.

Rafforzando e ampliando questo percorso clinico, nel 1976 l’Istituto inaugura la riabilitazione cardiologica e nel 2003 la riabilitazione respiratoria, specializzazioni che hanno contribuito nel tempo a configurare una presa in carico integrata, multidisciplinare e attenta alla persona. 

Grazie a questo approccio e a investimenti costanti in competenze, tecnologie e spazi di cura, oggi l’Istituto Clinico Quarenghi è riconosciuto a livello nazionale per la riabilitazione ed è punto di riferimento per il territorio lombardo per gli ambulatori polispecialistici e diagnostici. 

A sessant’anni dall’avvio dell’offerta riabilitativa, la crescita prosegue. «La nostra offerta si amplia con il potenziamento dell’Ambulatorio di Neurologia. È stato attivato l’Ambulatorio Tossina Botulinica, trattamento, integrato nei percorsi riabilitativi, indicato per disturbi neurologici che possono compromettere il movimento, causare dolore o altre alterazioni fino a poter limitare anche le funzioni quotidiane. Viene utilizzato nei casi di spasticità degli arti, distonie come blefarospasmo, spasmo emifacciale e distonia cervicale, emicrania cronica, iperidrosi ascellare grave e scialorrea cronica di origine neurologica. L’obiettivo è ridurre i sintomi e migliorare la qualità di vita attraverso un percorso specialistico personalizzato – afferma Annamaria Quarenghi, responsabile del Dipartimento medico riabilitativo – Nell’ambito dell’Ambulatorio di Neurologia e della Neuroriabilitazione è in corso di attivazione proprio in queste settimane la telemedicina, con spazi destinati alle televisite di controllo per pazienti con lesione cerebrale acquisita». 

Queste novità si affiancano ai recenti riconoscimenti istituzionali. Regione Lombardia ha assegnato all’Istituto posti letto per la Neuroriabilitazione per pazienti con gravi cerebrolesioni acquisite, un percorso di specializzazione sui quadri clinici complessi consolidato negli anni, ora affidato alla competenza di Giorgio Maggioni, nuovo responsabile dell’Unità Operativa di Riabilitazione Specialistica 1, e di Marina Scarlato, alla guida dell’Unità Operativa di Riabilitazione Specialistica 2. 

Inoltre, la clinica è stata inserita nella rete dei Centri riabilitativi di riferimento per le malattie rare.

Il 2026 sarà anche l’anno dell’apertura del Centro Clinico Quarenghi a Bergamo, il polo polispecialistico che sorgerà lungo via Baioni. «Il cantiere è in piena attività e la conclusione dei lavori è prevista entro maggio. La struttura, di oltre 2.300 metri quadrati, sarà dedicata alla riabilitazione neurologica, ortopedica, cardiologica e respiratoria. Comprenderà un circuito ambulatoriale nelle principali discipline mediche, tre studi fisioterapici, una piscina per idrokinesiterapia e un’ampia palestra di oltre 200 metri quadrati, dotata di tecnologie avanzate a supporto dell’attività clinica. Elemento distintivo sarà il giardino riabilitativo, con camminamenti e vialetti esterni in tartan, erba sintetica e sabbia, che permetteranno di svolgere parte delle attività all’aperto, in continuità con il modello sviluppato nella sede storica di San Pellegrino Terme», sottolinea Michèle Quarenghi, direttore generale e consigliere delegato.

Centro Clinico Quarenghi

Tra le novità di quest’anno anche il nuovo sito internet: il portale dell’Istituto, è stato aggiornato con una navigazione più intuitiva e modalità di prenotazione semplificate, per facilitare l’accesso ai servizi e alle informazioni sanitarie. Un ulteriore passo nel rafforzamento delle attività di comunicazione rivolte agli utenti, che si affianca ai canali social già attivi.

Riabilitazione all’Istituto Clinico Quarenghi: i 60 anni di storia 

La storia della riabilitazione all’Istituto Clinico Quarenghi affonda le radici in una scelta che ha anticipato i tempi: negli anni Sessanta, negli Stati Uniti, la riabilitazione neuromotoria si struttura per rispondere ai bisogni dei reduci di guerra con amputazioni e gravi deficit motori. 

A San Pellegrino Terme sono passati oltre quarant’anni dalla fondazione della Casa per Regimi Dietetici realizzata da Francesco Merino Quarenghi e dalla moglie Eugenia Feriani quando il figlio Angiolino, forte di una solida formazione chirurgica e medico-sportiva, decide di orientare l’istituto verso una nuova specializzazione. Dopo esperienze all’estero, in particolare negli Stati Uniti, l’istituto sceglie di investire in un reparto destinato al recupero della funzionalità del movimento. 

È il 1966 e nasce così il reparto di Riabilitazione Neuromotoria: circa 30 posti letto e una prima palestra ricavata nella “saletta rossa”, al piano terra. È l’inizio di un percorso pionieristico.

Accanto ad Angiolino Quarenghi lavorano Egidio, Maria Clara e Bruno Quarenghi, impegnati nell’area amministrativa e tecnica, oltre a Valentino Quarenghi, storico presidente della clinica e internista, che nel 1976 svilupperà l’area cardiologica e, nel 2003, quella respiratoria.

«In un periodo in cui le scuole di fisioterapia erano pochissime e i medici fisiatri rari, aprire un reparto dedicato rappresentava una scelta coraggiosa e lungimirante», ricorda Giampietro Salvi, neurologo in clinica dagli anni Ottanta. «Fino all’apertura dell’ospedale di San Giovanni Bianco, l’istituto era l’unico presidio della Valle. Anche in un’ottica di differenziazione, assume progressivamente un ruolo di riferimento per il territorio, con un’identità sempre più votata alla riabilitazione».

Negli anni Settanta gli spazi vengono ampliati con una palestra più grande all’ultimo piano e con un reparto di terapie fisiche per il trattamento del dolore. È già attiva una prima vasca terapeutica “a farfalla” che consente esercizi in acqua con il fisioterapista. L’introduzione dei primi dispositivi di diagnostica per immagini, poi costantemente estesi e mantenuti aggiornati con le versioni più evolute, migliorano la precisione delle valutazioni cliniche e ampliano le possibilità di intervento.

Tra gli anni Ottanta e Novanta il reparto affronta una nuova fase, segnata dall’aumento di pazienti con esiti di trauma cranico, spesso giovani coinvolti in incidenti stradali. «In Italia i centri dedicati sono pochi – prosegue Salvi – La collaborazione con l’Università di Innsbruck, riferimento europeo in questo ambito, dove mi recavo per approfondire i più aggiornati modelli riabilitativi, consente di strutturare programmi specifici per le gravi cerebrolesioni e di integrare competenze neurologiche, psicologiche e riabilitative».

Parallelamente, con l’ingresso di psicologi, neuropsicologi, logopedisti e terapisti occupazionali, l’intervento si estende agli aspetti cognitivi e comportamentali. L’istituto non si occupa solamente del recupero della funzione motoria, ma pone attenzione al rientro nella vita familiare, scolastica e professionale.

Tra il 1990 e il 2000 si rafforza l’approccio multidisciplinare. Negli anni Duemila vengono ulteriormente ampliati palestra e vasca terapeutica. 

Dal 2010 l’Istituto ha avviato importanti investimenti nella riabilitazione robotica. In quell’anno vengono integrati i primi sistemi di realtà virtuale, utilizzati per supportare i programmi riabilitativi attraverso ambienti interattivi. Nel 2011 viene introdotto Erigo, dispositivo che consente la mobilizzazione precoce e il recupero della verticalizzazione nei pazienti con gravi deficit neurologici, nel 2014 arriva Lokomat, tecnologia avanzata per il recupero del cammino che permette di eseguire esercizi di deambulazione assistita su tapis roulant con supporto robotico. Nel 2016 viene integrato Armeo, sistema robotizzato per la riabilitazione dell’arto superiore, e nel 2017 Hunova, pedana stabilometrica “machine learning” per la riabilitazione dell’equilibrio.

Neuroriabilitazione per gravi cerebrolesioni all’Istituto Clinico Quarenghi

La tecnologia, potenziata in modo continuo e rinnovata con soluzioni sempre più evolute, oggi affianca il lavoro clinico e consente programmi sempre più personalizzati, in linea con un iter di specializzazione costruito nel tempo.