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Collezione Quarenghi

La presenza dell’arte negli spazi di cura non è solo una scelta estetica, ma culturale e valoriale. Le più recenti ricerche in ambito neuroscientifico evidenziano come l’esperienza della bellezza possa contribuire al benessere emotivo, favorendo sollievo e accompagnamento nei percorsi di malattia.

 

L’Istituto Clinico Quarenghi ospita, dagli anni Sessanta, le opere di Maria Clara Quarenghi, pittrice, figlia del fondatore. 

 

La collezione nasce con l’intento di offrire ai pazienti e ai loro familiari un contesto visivo capace di sostenere chi affronta terapie e riabilitazione.

 

Le opere, distribuite nei diversi spazi della clinica, accompagnano il paziente nella quotidianità con una presenza silenziosa, ma al tempo stesso attivante. Gli ambienti, impreziositi dalle tele, favoriscono coinvolgimento e dialogo, attraverso la visione pittorica dell’artista.

Il percorso artistico di Maria Clara Quarenghi

Il progetto espositivo raccoglie opere realizzate tra il 1958 e il 2008 e si articola in quattro cicli pittorici, documentati anche attraverso brochure disponibili nelle sale.

Il percorso mette al centro il tema della vita, dai primordi cosmici alla riflessione sull’unità del tutto.

«Osservare forme e colori può aprire un colloquio con le nostre emozioni, entrare in ambiti diversi, giocare con il proprio essere interiore, recepire energie positive e andare oltre. La cura del corpo pretende di saper guardare dentro di sé. Allora anche la malattia viene avvicinata con più consapevolezza. L’essere consapevoli di far parte del creato, permette di diluire sé stessi nella parcellizzazione della luce: diluire la sofferenza, perdersi nel vasto e infinito mondo di luce e colore, recuperare forza. Ricerca che intreccia arte e vita, strumento di pensiero e mutamento, guidati dal proprio ritmo interiore»

Arte e spazi di cura

L’inserimento delle opere all’interno degli ambienti clinici contribuisce a rendere gli spazi più accoglienti e partecipati. La cura del corpo si affianca così a una dimensione culturale che invita alla consapevolezza e all’ascolto di sé

 

L’esperienza estetica non sostituisce la terapia, ma può affiancarla come elemento di sostegno emotivo.

Altre opere presenti

Accanto ai lavori di Maria Clara Quarenghi, alcune sale ospitano grandi dipinti del pittore Camillo Campana (1922–1994), ampliando il patrimonio artistico custodito all’interno della struttura. 

Maria Clara Quarenghi: biografia

Maria Clara Quarenghi (San Pellegrino Terme, 1930) si forma all’Accademia di Belle Arti “Giacomo Carrara” di Bergamo tra il 1951 e il 1957, con i Maestri Achille Funi e Trento Longaretti. Dalla scuola di affresco apprende il carattere di monumentalità della pittura, che si ritrova nelle sue carte dipinte anche dopo la svolta verso l’informale e l’astratto. Uno degli affreschi a cui ha partecipato si può ancora vedere presso l’Accademia Carrara.

Dal luogo dove è cresciuta, San Pellegrino Terme e la Clinica Quarenghi fondata dal padre e in seguito gestita dalla madre, apprende l’amore per la natura e per la vita. Il contatto con i pazienti le fa intimamente comprendere il privilegio di essere sana e persegue la ricerca del benessere in equilibrio e sintonia con i principi fondativi della professione del padre medico. Resta sempre vicina alla famiglia e alla Clinica, nonostante gli studi e i frequenti viaggi all’estero.

Dopo il diploma si trasferisce a Parigi nel 1958 e segue i corsi di André Chastel alla Sorbona. Frequenta l’Académie Julian con Ossip Zadkine e l’Atelier di Johnny Friedlaender. Frequenta anche l’École Nationale Supérieure d’Arts et Métiers de la Ville de Paris. Inizia a viaggiare nel nord Europa, si sposta in Spagna, Israele, Medio Oriente, Grecia, Stati Uniti, tornando più volte nei luoghi per approfondire lo studio del paesaggio e delle culture.

Insegna Storia dell’Arte dal 1960 al 1982. Espone, nel tempo, a New York, in Italia e in Belgio

Il suo lavoro si può suddividere in grandi cicli: Umanità, Cosmo, Luce.

Pubblica nel 2022 un volume in cui sono presentate le opere più rappresentative del suo percorso artistico dal 1958 al 2008, corredato da diversi testi di critici e studiosi. 

Fra le ultime mostre ricordiamo Opera picta nel 2022 all’ex Ateneo in Città Alta, dove sono state esposte le opere più significative del ciclo Luce e nel 2024 all’ex Chiesa della Maddalena la mostra Geografia interiore, a cura di Luca Pietro Nicoletti.

La sua dichiarazione di poetica è un manifesto attraverso il quale si evince la tensione verso l’assoluto e la missione con cui intende la propria estetica: l’arte è cura.